Governo locale e legalità

L’Assemblea approva il Rendiconto 2024

Il provvedimento è stato approvato con il voto favorevole dei consiglieri di centrosinistra (Pd-Avs-Civici-Movimento 5 Stelle) e quello contrario di Forza Italia e Lega, mentre i rappresentanti di Fratelli d’Italia e Rete Civica sono usciti dall’Aula non partecipando al voto finale

Conti in ordine, nessun nuovo mutuo. Disco verde dell’Assemblea legislativa al Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2024. Scorrendo le voci del Rendiconto si vede che il risultato economico dell’esercizio 2024 è stabilito in oltre 190 milioni di euro e che il totale delle entrate accertate nell’esercizio finanziario 2024 per la competenza propria dell’esercizio stesso, risulta stabilito dal Rendiconto generale del bilancio in oltre 16 milioni di euro.

Inoltre, non è stato contratto il mutuo a copertura del disavanzo derivante da debito autorizzato e non contratto per finanziare le spese di investimento risultanti dal rendiconto 2023, in quanto la Regione non ha avuto effettive esigenze di cassa nel corso del 2024 e la giacenza di cassa regionale è stata superiore di 1,3 milioni di euro pur non registrando ritardi nei pagamenti.

Il provvedimento è stato approvato con il voto favorevole dei consiglieri di centrosinistra (Pd-Avs-Civici-Movimento 5 Stelle) e quello contrario di Forza Italia e Lega, mentre i rappresentanti di Fratelli d’Italia e Rete Civica sono usciti dall’Aula non partecipando al voto.

“I bilanci non sono solo numeri, hanno un valore politico sostanziale, i dati ci confortano, il risultato di gestione finanziaria è positivo, oltre 190 milioni di euro, continua la riduzione del debito complessivo, 30 milioni in meno quest’anno, il debito pro capite, per ogni cittadino, equivale a 80 euro, cala anche il disavanzo da debito autorizzato e non contratto, c’è quindi controllo sulle entrate e sulle spese”, spiega Fabrizio Castellari (Pd) che affronta il tema della sanità: “Sulla sanità abbiamo investito190 milioni, il sistema sanitario nazionale è sottofinanziato, la Regione Emilia-Romagna ha scelto di immettere risorse nuove per conservare la qualità delle prestazioni sanitarie, l’argine è una scelta politica, il modello resta quello universalistico, non cediamo”. Prosegue: “Il bilancio è solido, in equilibrio, la tenuta dei conti è accorta, è prudente, a subire i tagli nazionali sono prima di tutto i cittadini, le nostre scelte rappresentano una garanzia per gli emiliano-romagnoli, il quadro è chiaro, queste amministrazioni hanno tenuto assieme sviluppo e coesione sociale, crescita e solidarietà”.

“Il bilancio è un fatto politico, il debito nazionale equivale a 3 miliardi di euro, debito che c’era anche prima della Meloni, rileviamo, però, che la maggioranza regionale ha disatteso le promesse della campagna elettorale con un evidente aumento della tassazione regionale per gli emiliano-romagnoli, c’è incoerenza politica”, sottolinea Fausto Gianella (FdI) che entra nello specifico: “Diventa difficile accettare le critiche al governo nazionale, sulla manutenzione e sulla tutela del territorio, ad esempio, non sono state spese tutte le risorse arrivate da Roma, anche per il sistema agricolo ci sono criticità, a partire dai problemi causati dalla burocrazia europea, sui trasporti, poi, manca coraggio, servono investimenti veri, il sistema sanitario regionale non è in equilibrio, le aziende sanitarie hanno gestioni lacunose, il disavanzo nel 2024 ha raggiunto i 378 milioni di euro, il sistema sanitario regionale è a rischio, questi denari vanno gestiti meglio”. Conclude: “Rileviamo un fallimento nei controlli di gestione, anche rispetto alle partecipate si registrano perdite, sul rendiconto il nostro è un parere negativo, serve chiarezza con i cittadini, la notizia dell’aumento delle tasse è arrivata il giorno dopo le elezioni”.

Per Tommaso Fiazza (Lega) “nel rendiconto ci sono degli squilibri evidenti, una manovra lacrime e sangue, il binomio proposto è quello del taglio della spesa e dell’aumento della tassazione”. Entra nello specifico sul tema della sanità: “In sanità il buco non è stato appianato, il sistema non è in equilibrio, serve razionalizzare la spesa, al Sant’Orsola, ad esempio, sono stati persi finanziamenti perché non sono stati raggiunti gli obiettivi programmati, la sanità regionale ha sottratto risorse che sarebbero dovute finire in altri settori, sui ticket, poi, permangono dubbi sulle entrate stimate”. Prosegue sul tema bollo auto: “Registriamo un’evasione importante, ma la Regione Emilia-Romagna fa poco o nulla”. Sulle partecipate: “Mancano controlli adeguati, la situazione è di instabilità, Tper, ad esempio, ha contratto un indebitamento importante, il rischio è quello di vedere saltare i conti”.

Pietro Vignali (FI) ha criticato la scarsa trasparenza del Rendiconto della Regione Emilia-Romagna se paragonato a provvedimenti analoghi fatti da altre Regioni, in primo luogo il Veneto. “Il problema della sanità e la denatalità imporrebbero dei cambiamenti importanti nella gestione della Regione”, spiega Vignali per il quale “diventa difficile tanto per i cittadini, quanto per noi consiglieri regionali, capire dove vanno le risorse”. Vignali, come altri esponenti del centrodestra, ha sottolineato come la Corte dei conti, pur avendo “parificato” il Bilancio della Regione, ovvero averlo ‘promosso’, abbia sollevato alcune osservazioni sulla finanza pubblica regionale”.

Lettura dei fatti alle quali ha replicato Paolo Trande (Avs) per il quale “l’opposizione ribalta il giudizio di parifica della Corte dei conti sul rendiconto. Non siamo a compartimenti stagni, il sistema è complesso, i risultati sono quelli illustrati dal collega Castellari, il debito è in calo, le casse sono solide, c’è un debito in sanità, nulla di nuovo”. Prosegue sulla Corte dei conti: “Un organo che per scelta di Roma avrà meno poteri, mentre in Emilia-Romagna diventa l’oracolo delle opposizioni, manca coerenza dal centrodestra”. Conclude: “Le nostre priorità sono chiare, la sanità pubblica universale è irrinunciabile, così come il welfare, puntiamo poi sullo sviluppo economico”.

Elena Ugolini (Rete civica) risponde a Trande: “Essere consapevoli di quello che si approva è un diritto, l’analisi dettagliata della Corte dei conti aiuta a dare un giudizio politico, senza preconcetti, il dato certo è quello dell’aumento delle tasse”. Sulla sanità: “Serve un modello nuovo, serve più efficienza, la prospettiva dei tagli lineari su tutto è sbagliata, bisogna gestire meglio le risorse, razionalizzarle, aumentano i contratti atipici, aumentano le consulenze esterne, andiamoci a guardare dentro, c’è un problema di trasparenza, manca una visione. Rete civica non parteciperà al voto sul Rendiconto”.

Per Alessandro Aragona (FdI) “a parti invertite il centrosinistra sarebbe stato pure più critico di noi su questo bilancio, ci avreste detto che i numeri sono in frantumi”. Prosegue: “La corte dei conti ci dice che la direzione di traiettoria regionale è da rivedere, ci dice che sui ticket sanitari serviva prima razionalizzare la spesa, non c’entra quindi il governo Meloni, in Emilia-Romagna non va tutto bene, la sanità pubblica non sempre riesce a fare fronte alle richieste dei cittadini, se si aspetta un anno e mezzo per una visita qualcosa non va”. Conclude: “Siamo di fronte a sei mesi di quasi immobilismo della giunta, mancano i contenuti veri, mancano i risultati, il nostro giudizio del bilancio è negativo”.

“Ci tengo a dare un’importante notizia all’aula, la Corte dei conti ha parificato il bilancio del 2024 della Regione Emilia-Romagna, da quello che afferma il centrodestra sembrerebbe invece il contrario, abbiamo fatto di tutto per far tornare i conti con le risorse a disposizione, sopperendo ai minori trasferimenti statali”, sottolinea Paolo Calvano (Pd). Prosegue sulla sanità: “Quattordici Regioni su venti sono in disavanzo sanitario (in Liguria meno 112 milioni di euro, in Abruzzo meno 113 milioni e in Piemonte meno 129 milioni), la soluzione non è privatizzare il sistema, dobbiamo invece difendere la sanità pubblica universalistica, dal centrodestra Forza Italia sostiene questa tesi, bisogna trovare le risorse per garantire la sostenibilità del sistema”.

“Il rendiconto guarda al bilancio passato non a quello futuro, ma continuate a parlare di quello che il governo dovrà fare, non va tutto bene in Emilia-Romagna, serve una verità contabile non magie di bilancio”, rimarca Marta Evangelisti (FdI). Prosegue: “Dà fastidio sentire quanto detto  dalla Corte dei conti, il rendiconto si regge su un avanzo vincolato, ha fondi emergenziali, ci sono spostamenti di costi tra un esercizio e l’altro”. Sulla sanità: “Sarebbe interessante sapere come vengono utilizzate le risorse statali, forse si potrebbe nominare qualche primario in meno, il sistema non può fondarsi su correzioni contabili, serve una visione”. La consigliera sulle partecipate: “Bisogna uscire da una realtà opaca, serve trasparenza”. Conclude sulla montagna: “Voi siete quelli che dovevate fare una legge sulla montagna, ma non l’avete mai fatta”. Evangelisti spiega che FdI non partecipa al voto sul Rendiconto.

Alle osservazioni dei consiglieri replica l’assessore al Bilancio Davide Baruffi che ha ribadito la solidità delle finanze regionali.

(Cristian Casali e Luca Molinari)

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