Infrastrutture e trasporti

Sassone (FdI): chiarire i progetti “città 30”

Il consigliere chiede spiegazioni su come la Regione intenda rapportarsi a queste iniziative e vuole il rispetto delle norme in vigore sul tema

Prima di proseguire con i progetti “Città 30” si devono fare studi strada per strada.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Francesco Sassone (FdI) che, prendendo le mosse dalle recenti decisioni del Consiglio di Stato sulle richieste di alcuni tassisti critici sui limiti di “Bologna Città 30”, ricorda come “nel programma elettorale del presidente Michele De Pascale alla pagina 51 veniva riportala la segue frase: “…sosterremo le scelte dei comuni di estendere le “zone 30”, così come quella dei Comune di Bologna di istituire la “città 30”, anche come strumento di ridisegno dello spazio pubblico urbano e delle strade, a vantaggio della fruizione ciclo-pedonale e del verde”.

Per Sassone “nel programma di mandato della Giunta approvato dall’Assemblea regionale a pagina 116 alla voce sicurezza stradale è riportato: “anche attraverso il sostegno delle scelte dei comuni di estendere le “zone 30” anche come strumento di ridisegno dello spazio pubblico urbano delle strade a vantaggio della fruizione ciclo-pedonale e del verdeeliminando ogni riferimento all’istituzione della cd “città 30” finalizzato alla sostituzione dell’attuale limite di velocità indicato per legge con uno più ridotto deciso all’autorità comunale senza i necessari elementi indicati nella direttiva del Ministero delle Infrastrutture”.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla giunta “se non ritenga opportuno attenersi a quanto previsto dall’art. 142, comma 2, del Codice della Strada, che vieta la riduzione generalizzata e definitiva dei limiti di velocità rispetto a quelli stabiliti per legge senza un apposito studio sull’incidentalità condotto strada per strada ovvero se non ritenga che anche alla luce di ciò vada interpretata l’assenza, nel programma di governo, di riferimenti al modello delle “Città 30””.

(Luca Molinari)

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