COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente Rimini. Marcello (FdI): “Valutare nuova localizzazione per impianto lavorazione inerti di Misano Adriatico”

Il consigliere chiede anche che sia rivista l’autorizzazione regionale, escludendo la trattazione di materiale contenente amianto

Valutare una nuova e diversa localizzazione dell’impianto di lavorazione di materiali inerti nel Comune di Misano Adriatico, il cui iter di realizzazione è tuttora in corso. E’ quanto chiede, con un’interrogazione alla giunta, il consigliere di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello. “Pur confidando nella sicurezza e nell’efficacia dell’azienda realizzatrice – spiega il consigliere -, andrebbe effettuata una nuova valutazione rispetto al sito individuato, dato che nelle immediate vicinanze ci sono abitazioni, vie di accesso e di fuga comuni e insediamenti produttivi”.

Ripercorrendo la vicenda, Marcello spiega che “nel comune di Misano Adriatico è in corso l’iter per la realizzazione di un nuovo impianto che dovrebbe trattare rifiuti speciali non pericolosi da costruzione e demolizione e rifiuti da apparecchiature”. Il deposito preliminare di rifiuti contenenti amianto è stato invece smentito dalla ditta quattro giorni fa, si legge nell’atto ispettivo.

“Durante la fase di pubblicazione del progetto – spiega Marcello -, sono arrivate numerose osservazioni da parte di cittadini, comitati e soggetti interessati, da me incontrati ripetutamente, che hanno espresso forte preoccupazione, soprattutto per la vicinanza dell’impianto ad abitazioni , attività turistiche e ricettive”. In particolare, il consigliere specifica che “dalla determina dirigenziale 10752 del 6 giugno 2025 della Regione Emilia-Romagna, il progetto prevede il deposito di circa 50 tonnellate all’anno di rifiuti contenenti amianto, già messi in sicurezza nei cantieri di provenienza e stoccati in cassoni coperti in attesa del conferimento finale. Non è previsto alcun trattamento o manipolazione diretta di tali rifiuti in loco”. Nonostante ciò, rileva Marcello, “le preoccupazioni dei cittadini restano forti”. “Restando in essere l’autorizzazione regionale concessa, pur escludendo attuali lavorazioni pericolose da parte dell’azienda, ciò non toglie che in futuro la stessa o altri possano realizzare tali tipi di lavorazioni”.

Da qui l’interrogazione con la quale si chiede alla Regione anche di “rivedere l’autorizzazione regionale escludendo la trattazione di materiale contenente amianto, pur alla luce di quanto dichiarato dalla ditta realizzatrice nelle scorse ore”.

(Brigida Miranda)

 

 

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