Governo locale e legalità

Assestamento e Defr Emilia-Romagna, la posizione delle forze politiche

Prosegue la discussione in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sulla manovra da 60 milioni di euro che prevede risorse aggiuntive per sanità, imprese, ambiente e cultura e sul Defr

Sostegno dal centrosinistra, critiche dal centrodestra. Prosegue in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna il dibattito sull’assestamento di bilancio 2025, la manovra da 60 milioni di euro, di cui oltre la metà in sanità e che prevede anche fondi per imprese, ambiente e agricoltura, e sul Defr, il documento di programmazione economica.

“Siamo una regione che continua a segnare indici più positivi rispetto al resto d’Italia, con un buon livello di attrattività e occupazione. Questo nonostante la non programmazione di nuovi investimenti del governo e tagli ai bilanci. La Regione continuerà a intervenire sul Fondo per la non autosufficienza per potenziare la rete sociale e il sostegno alle persone più fragili e centrale sarà la collaborazione con il terzo settore. Il secondo pilastro è la sanità pubblica, cuore della società emiliano-romagnola. Bisogna rispondere alle esigenze con la vicinanza, assistenza continua, facile e accessibile, riduzione delle liste di attesa. Il sistema sanitario funziona meglio quando tutta la popolazione ne beneficia”, spiega Gian Carlo Muzzarelli (Pd).

Maria Costi (Pd) evidenzia come “col Defr e l’assestamento riaffermiamo che l’Emilia-Romagna è una comunità poiché vengono rafforzati gli strumenti di partecipazione dal basso per far sì che ogni area possa concorrere a crescita e sicurezza collettiva. Nella commissione che presiedo, Giovani e Scuola, stiamo lavorando per abbattere la povertà educativa e formativa. Useremo al meglio i fondi europei per coprire la domanda di servizi, con attenzione per la fascia 0-6 e per i bambini con disabilità. Insieme dobbiamo curare l’appropriatezza dell’offerta e contrastare abbandono scolastico. Tema centrale i diritti umani e l’educazione alla pace che va promossa su tutti i territori”.

Giancarlo Tagliaferri (FdI) critica la mancanza di confronto da parte della giunta: “Questo assestamento è un caos, sintomo di una gestione finanziaria disordinata e opaca. A partire dall’urgenza invocata dalla giunta per l’incasso degli indennizzi assicurativi per i danni da maltempo subiti due anni fa. Anche questo dimostra una programmazione lacunosa, senza dettagli di spesa chiari e trasparenti. La gestione delle emergenze non può diventare deroga al principio di programmazione. Questa variazione di bilancio è superflua e democraticamente pericolosa. La spesa sanitaria è stata ridotta di quasi un miliardo di euro: a chi lo imputate? Al governo? A Bruxelles? Questo è un disavanzo mascherato da variazione contabile. Si riduce il bilancio per non programmare e nel silenzio generale non sono state spiegate le priorità strategiche. Dite che questa regione investe ma siamo in recessione, si privilegia il racconto autocelebrativo a discapito della trasparenza”.

Per Annalisa Arletti (FdI) “il calo del Pil e dell’export dimostrano che abbiamo perso dinamismo e lo dobbiamo riconoscere. Nell’assestamento vediamo investimenti importanti ma se guardiamo alla spesa improduttiva il rischio è continuare a mettere mano nelle tasche dei cittadini e non risolvere i problemi. Si creano sistemi e apparati invece di togliere il superfluo per puro approccio ideologico a discapito dell’interesse collettivo. Questa giunta di sinistra invece di lavorare con trasparenza si limita a piccoli aggiustamenti mentre vengono distribuite risorse con logiche vecchie, lontano dai bisogni delle famiglie cittadini: chiediamo che ogni euro speso venga giustificato. Quanto serve all’Emilia-Romagna per la sanità per non avere buchi e non alzare le tasse? A mio avviso non lo sapete perché non avete mai analizzato in modo puntuale l’andamento della spesa. Sono disponibile a portare trimestralmente in commissione Bilancio un’analisi della spesa se no si rischia di tornare ad aumentare le tasse”.

“Dobbiamo vincere la sfida della longevità: va bene essere la regione dove si vive più a lungo, ma si deve anche vivere bene. Per questo dobbiamo affrontare la sfida della natalità e dell’assistenza agli anziani e la difesa del territorio che è da tutelare. Visto che non si possono fabbricare dei soldi, dobbiamo razionalizzare le spese e fare i cambiamenti che vanno fatti a partire da una riduzione della burocrazia e investire ancora di più sulla scuola, dalla collaborazione con il mondo delle imprese per favorire la ricerca di lavoro e di personale”, spiega Elena Ugolini (Rete civica) che invita a migliorare la qualità della sanità privata e a valorizzare quella privata accreditata.

“La maggioranza e la giunta rappresentano l’Emilia-Romagna come un mondo perfetto: i fatti, invece, dicono che le cose sono molto diverse, non c’è nulla di perfetto, non si ha nessun coraggio di dire cose c’è che non funziona e come risolverlo. Bisogna avere il coraggio di aprire una discussione e un dibattito”, spiega Valentina Castaldini (FI) per la quale “la tanto citata semplificazione rischia di essere un’etichetta e non un processo reale. Anche sui fondi europei è vero che l’Emilia-Romagna li utilizza bene, ma è una cosa già detta, non si dice nulla di nuovo”.

“Oggi non si può più parlare di nord e di sud Italia, ma di aree interne e Appennino: per questo non concordo con le proposte del governo su questo tema”, spiega Lodovico Albasi (Pd) per il quale “il governo ha detto che vuole approvare una nuova legge sulla montagna, ma, indipendentemente da quello che scriverà il governo nella legge, mancano le risorse per sostenerla: per ridare dignità alla montagna servirebbero due miliardi, ma sentiamo dire che ci saranno solo 200 milioni”.

“Per l’ennesima volta ci avviciniamo alla votazione di un documento importante dove però non c’è nulla di nuovo, ma solo idee frutto di una furia ideologica che non dà risposte ai cittadini. Un esempio? La giunta vuole trasformare la polizia locale da forza di polizia a servizio di polizia e lo si collega alla parola “green”. Forse si vorrebbero fondine per pistola biodegradabili? La giunta pensa che i problemi dei cittadini si risolvano con gli approvvigionamenti green per le forze dell’ordine”, spiega Ferdinando Pulitanò (FdI).

(Lucia Paci e Luca Molinari)

 

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