Governo locale e legalità

Assemblea legislativa, al via la discussione sull’assestamento di bilancio da 60 milioni dell’Emilia-Romagna

Oltre la metà in sanità. Previsti fondi anche per imprese, ambiente e agricoltura. Si discute anche il Defr, il documento di programmazione economica

Sessanta milioni di euro in più per sanità, imprese, ambiente e agricoltura. Al via, in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, alla discussione sull’assestamento 2025, la manovra estiva proposta dalla giunta che prevede nuovi investimenti in settori strategici dell’economia regionale. Assieme all’assestamento, l’Assemblea legislativa discute anche il Defr, il documento di programmazione economica.

Scorrendo l’assestamento si vede che ci sono 33 milioni per la sanità per finanziare misure di assistenza di livello superiore a quelle essenziali (Lea), per le quali non è consentito utilizzare il Fondo sanitario nazionale come gli indennizzi per gli emotrasfusi, l’attivazione del numero unico europeo 112 ma anche il contributo, ad esempio, per l’acquisto di parrucche da parte delle pazienti in cura per patologie oncologiche o l’esenzione dal ticket di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione. Con 10 milioni di euro di risorse regionali si garantisce il completamento degli investimenti in infrastrutture per la medicina territoriale (case e ospedali di comunità) finanziati in Emilia-Romagna dal Pnrr affinché nessun cantiere debba rallentare o fermarsi. L’assestamento prevede 11,7 milioni di euro per la nascita di nuove imprese e 2,5 milioni per sostenere i settori agricoli in difficoltà come la coltivazione della patata, del riso e della barbabietola e per la promozione della pera. Altri 5 milioni sono destinati alle politiche ambientali, 4,2 i milioni all’attuazione di progetti di marketing e di promozione turistica, 4,1 milioni per i grandi eventi sportivi e di rilievo regionale e locale e 2,9 milioni per rafforzare le politiche culturali e a sostegno del patrimonio culturale. Nelle scorse settimane l’assestamento è stato oggetto di confronto nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti tra la Regione e le parti sociali, dove i rappresentanti dei sindacati, delle associazioni di impresa e del mondo del volontariato hanno apprezzato la proposta della Regione chiedendo però di tutelare i servizi sociali, di sostenere le imprese e il commercio, e un’attenzione all’efficacia della spesa pubblica.

“Si tratta di un assestamento solido, che fa seguito al bilancio approvato a fine marzo di cui prosegue l’impegno politico di tenere insieme sviluppo economico e coesione sociale a partire dalla sanità pubblica che è sottofinanziata dal governo. Questa è la fotografia dell’Emilia-Romagna, una Regione che prende per mano la comunità e opera per tutelarla, pensando in primo luogo alla parte più fragile come dimostrato l’impegno per sanità e welfare”, spiega il relatore di maggioranza Fabrizio Castellari (Pd), che ricorda il quadro di grande incertezza internazionale, segnato dalle guerre e dai dazi Usa, e nazionale in cui si inserisce la manovra di viale Aldo Moro. “Il governo Meloni ha aumentato il contributo che la finanza pubblica chiede agli enti locali e alle Regioni. Per l’Emilia-Romagna era pari a 40,8 milioni nel 2024, quest’anno ammonta a 68,5 milioni mentre sarà 101,3 milioni per il triennio 2026-2028 e 111,5 milioni per il 2029. È previsto inoltre un decennio di radicale definanziamento di tutte le voci di investimento per gli enti locali e le Regioni di oltre 8 miliardi di cui 2,3 miliardi nel periodo 2027-2034”.

Diversa la posizione del relatore di minoranza Fausto Gianella (FdI) che sottolinea i ritardi della Regione: “Si critica il governo sul tema sanità dimenticandosi che ha aumentato le risorse per la sanità, ma -spiega- la Regione non riesce a razionalizzare la spesa e a migliorare i servizi a partire dalla sanità. La Regione con il Bilancio 2025 approvato a marzo ha aumentato le tasse regionali e introdotto ticket sanitari: abbiamo paura che anche in futuro ci sia un aumento delle tasse regionali e dei ticket in sanità. Questo assestamento fa solo piccoli ritocchi, con risorse per l’agricoltura che non sono sufficienti per affrontare i problemi del settore”.

“L’incertezza sulle politiche commerciali, la vulnerabilità finanziaria e le tensioni geopolitiche sono variabili da tenere in considerazione: per il 2025 è prevista una leggera decelerazione della crescita nazionale stimata allo 0,6% contro lo 0,7% del 2024. La Regione Emilia-Romagna grazie alle proprie politiche pubbliche affronta l’attuale difficile situazione con fondamentali buoni: viviamo una situazione difficile tanto a causa del contesto internazionale segnato da guerre, dazi Usa e problemi dei debiti pubblici e privati, quanto nazionale a causa della mancata volontà del governo di intaccare antichi privilegi per trovare le risorse necessarie a garantire i servizi pubblici per i cittadini”, sottolinea il relatore di maggioranza del Defr Daniele Valbonesi (Pd), mentre il relatore di minoranza Alberto Ferrero (FdI) ricorda come “i numeri dimostrano come l’economia dell’Emilia-Romagna sia in crisi, a partire dall’agricoltura e dall’edilizia. Occorrono azioni coraggiose per ridare fiato all’economia, ma questa Regione opera in maniera troppo ideologica, a partire dall’idea che solo l’energia prodotta da fonti rinnovabili vada valorizzata e da una visione talebana dell’ambiente. La sanità emiliano-romagnola ha troppi problemi, spesso legati all’ingerenza della politica. Mancano scelte strategiche, servono azioni di semplificazione e un maggiore impegno per la sicurezza”.

(Luca Molinari)

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