Con il voto definitivo atteso in serata, prosegue in Assemblea legislativa il dibattito sull’assestamento 2025, la manovra da 60 milioni di euro che aggiunge risorse in settori come sanità, imprese e cultura, e il Defr, il documento di programmazione economica.
Nel suo intervento il Presidente della Regione Michele de Pascale ribadisce l’importanza dei provvedimenti proposti dalla giunta: “Confermiamo scelte strategiche, a partire dalle risorse al fondo regionale per la non autosufficienza perché le fragilità sono prima di tutto un problema cui si deve fare carico l’intera comunità, mettiamo in campo un investimento che non ha precedenti. E’ evidente che la sanità occupa uno spazio rilevante, parliamo di un bilancio dentro il bilancio, e noi cerchiamo di fare la nostra parte garantendo risposte migliori con risorse inferiori. Prendo atto che Forza Italia da Roma ha ammesso che servono più risorse per la sanità, peraltro privatizzare il sistema sanitario non determinerebbe una riduzione dei costi”. Il presidente sottolinea anche le altre priorità della Regione: dal trasporto pubblico locale alla difesa e tutela del territorio, passando dalla casa al sostegno alle imprese.
Luca Pestelli (FdI) annuncia di avere presentato diversi emendamenti al bilancio: “Servono idee nuove, i costi sociali causati dai mancati servizi non devono diventare costi economici per i cittadini. Resta centrale il tema della tutela del territorio, con il coinvolgimento anche del sistema agricolo, così come quello della salute del cittadino, servono poi progetti fattivi di welfare, manca una visione”.
Per Paolo Burani (Avs) “non è vero che gli ambientalisti non vogliono, solo per fare un esempio, la manutenzione dei fiumi, questa è una delle narrazioni della destra italiana. Togliere le protezioni ambientali non aiuta, l’attivista climatico oggi viene incarcerato, da Roma si investe sulle armi militari ma non sull’ambiente, i diritti sociali vengono considerati superflui, al centro si mette sempre il tema del profitto, sinistra vuole dire emancipazione sociale, serve avere il coraggio di affrontare la realtà, serve uno sviluppo giusto. La crisi climatica colpisce sempre i più poveri, mentre chi inquina spesso è chi ha di più: il diritto alla casa non è un privilegio, la libertà è dare la possibilità agli emiliano-romagnoli di crescere. Questo si fa con questo bilancio”.
Nicola Marcello (FdI) sul problema della carenza di sanitari in regione: “Sui medici e sugli infermieri da Roma si sta facendo un importante lavoro”.
Alice Parma (Pd) illustra un suo emendamento che “prevede un finanziamento da 360mila euro destinato alle realtà impegnate nel settore della cultura che stanno subendo tagli del ministero. Abbiamo chiesto chiarezza sulle commissioni ministeriali per costruire un dialogo e aprire un confronto insieme per capire cosa sta accadendo alle realtà che si occupano di spettacolo dal vivo. Siamo disponibili ad aprire un dialogo col governo”.
Paolo Trande (AVS) sottolinea come “con questo Defr e questo assestamento, introduciamo innovazioni importanti, in particolare sulle politiche abitative, per dare risposte all’emergenza. In un contesto come quello internazionale, già segnato da conflitti, dobbiamo tenere conto anche degli effetti dei dazi imposti dagli Usa che si abbatteranno come una mannaia anche sull’economia emiliano-romagnola. In Emilia-Romagna manteniamo i nostri propositi di programma pur con l’inadeguatezza delle politiche di governo come i tagli alla sanità e nonostante i costi dell’energia. Dalle rinnovabili poteva arrivare una risposta ma dopo mesi di annunci non abbiamo ancora un quadro normativo chiaro”.
Per Tommaso Fiazza (Lega): “Se in Emilia-Romagna tutto andava bene come ci veniva dipinto e tutto era perfetto, perché abbiamo aumentato le tasse ai cittadini? Un capitolo va aperto sulle partecipate della Regione: molte hanno cambiato forma giuridica ma non se ne trova traccia sul Defr. Ad esempio, i Consorzi agroalimentari, emblematico il caso di Rimini. Lo stesso sul comparto fieristico: Rimini Fiera si è trasformata in Spa ma non c’è traccia nel Defr. Il Defr dovrebbe contenere indirizzi strategici sulle partecipate e questo è un problema serio perché sono soggetti che gestiscono risorse pubbliche e servizi essenziali. Anche la Corte dei conti ha evidenziato la necessità di rinnovare i ‘patti parasociali’ a garanzia dell’operato delle partecipate. Certe trasformazioni non possono passare sottotraccia”.
Marco Mastacchi (Rete Civica) evidenzia “come non si sia riusciti a lavorare in modo approfondito per arrivare alla definizione di questi documenti come si è fatto negli scorsi anni. I problemi più evidenti riguardano sanità e liste d’attesa che impattano sulla performance della sanità e sulla pelle delle persone. Ci sono norme sia nazionali sia regionali che avrebbero dovuto essere la soluzione dei problemi ma non sono state applicate. Un tema che mi sta a cuore è quello delle aree interne: si è fatto poco sulle soluzioni e non è sempre questione di fondi ma di strategie complessive. Si fanno annunci ma poi nei fatti non si concretizzano. La sessione di bilancio è anche occasione per fare una valutazione politica sull’operato della giunta. Sul tema alluvione non ho visto un cambio di passo: si è fatto un elenco delle opere annunciate in passato e mai realizzate”.
“Cambiamento climatico e tutela dell’ambiente sono le grandi sfide per la nostra classe politica: bisogna sapere coniugare la riduzione delle emissioni inquinanti con la tutela del nostro settore manifatturiero: gli 11 milioni previsti in assestamento per le imprese vanno proprio in questa direzione”, spiega Vincenzo Paldino (Civici) che ricorda anche come la Regione abbia raddoppiato le risorse per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e abbia promosso iniziative di sostegno all’uso di treni e autobus come il progetto “Salta su”, l’iniziative per favorire l’uso dei mezzi pubblici da parte degli studenti.
“L’Emilia-Romagna è una terra in cui è bello vivere, in cui vale la pena restare a vivere e investirci una vita. E per far sì che questa cosa resti valida anche in futuro bisogna garantire il diritto e il dovere a essere felici: la Regione sta facendo la propria parte sostenendo la sanità, prendendosi cura e facendosi carico delle persone più fragili e non autosufficienti, la scuola e investendo nella casa quando altrove si tagliano le risorse per i fondi per l’affitto”, spiega Maria Laura Arduini (Pd).
“Contrariamente a quanto viene annunciato nel 2025 per la sanità, non c’è un aumento di 57 milioni di euro ma la spesa sanitaria viene ridimensionata”, spiega Pietro Vignali (FI) per il quale “nonostante il diritto alla casa sia dichiarato prioritario da parte della giunta, non sono previsti nuovi fondi per il 2025. Al contrario, si registrano forti tagli soprattutto all’edilizia pubblica e l’housing sociale pari a 48 milioni, un taglio dovuto anche a mancati finanziamenti esterni o ritardi nei progetti. Il diritto alla casa, pur proclamato, non trova riscontro in impegni di spesa aggiuntivi nel 2025. Di fatto, nessuna iniziativa nuova viene finanziata con fondi regionali”.
“Viviamo un tempo che somiglia per molti versi agli anni ’70, alta inflazione, instabilità geopolitica, tensioni sociali in crisi ambientali. Oggi come allora pare che il mondo sia attraversato da forze che disgregano certezze, mettono in discussione i modelli consolidati. Oggi come allora anche le risposte sono incerte e spesso contraddittorie. La differenza è che negli anni ‘70 si scelse di rafforzare il ruolo dello Stato, si sono investite ingenti risorse nella sanità pubblica, nella scuola, nelle strade, nelle ferrovie, nell’edilizia popolare, si credeva nel ruolo attivo delle istituzioni come fattore di coesione e di progresso. Perché dico questo? Perché oggi invece il ruolo dello Stato e delle autonomie lovali viene ridotto a quello di mero esecutore di quanto deciso a Roma o a Bruxelles”, spiega Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle).
Alle osservazioni dei consiglieri ha replicato l’assessore al Bilancio Davide Baruffi che ha invitato a vedere le differenze tra le politiche pubbliche del governo e quelle della Regione, ribadendo come viale Aldo Moro stia operando per garantire servizi alle persone, sostegno alle imprese e al mondo del lavoro e tutela del territorio.
(Lucia Paci e Luca Molinari)