Scongiurare la chiusura dell’etichettificio Dany di Riccione (Rimini). Lo chiede Emma Petitti (Partito democratico) con un’interrogazione immediata in Aula, sottoscritta da Alice Parma, che invita l’esecutivo “ad avviare un confronto con il gruppo multinazionale All4labels sulle ricadute occupazionali derivanti dalla strategia di riorganizzazione aziendale”.
“L’etichettificio Dany -ha sottolineato Petitti- opera nel settore della produzione e stampa di etichette per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica. L’azienda non versa in condizioni economiche critiche, anzi, secondo i dati disponibili ha registrato risultati economici positivi anche nell’esercizio 2024. La multinazionale All4labels, che ha acquisito l’azienda, ha annunciato il progetto di dismissione dello stabilimento di Riccione, con conseguente perdita di circa 60 posti di lavoro, che ha generato grande preoccupazione. Nei casi in cui la cessazione di un’attività non sia motivata da reali situazioni di crisi economico-finanziaria, ma da scelte strategiche di delocalizzazione, gli strumenti messi a disposizione dalla normativa nazionale quali cassa integrazione e interventi regionali come la ricollocazione dei dipendenti, risultano spesso insufficienti a garantire un’efficace tutela dei lavoratori e della comunità locale”.
“In questo quadro -ha concluso la consigliera- poiché la Regione Emilia-Romagna ha tra le sue priorità l’occupazione, l’amministrazione regionale è chiamata a sostenere i lavoratori coinvolti e sarebbe opportuno istituire un tavolo istituzionale con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali, dell’Agenzia regionale per il lavoro e di eventuali rappresentanti ministeriali al fine di tutelare i dipendenti coinvolti. Vogliamo che anche in questo caso, come successo in altre situazioni, la Regione possa mettere in campo tutte le azioni possibili”.
Ha risposto l’assessore alle Politiche per il lavoro Giovanni Paglia: “Il gruppo Dany è stato accorpato in un gruppo svedese che opera nel settore dell’etichettatura. All’acquisizione nulla faceva supporre la possibilità di crisi. Al momento tempi e modalità delle procedure non sono chiari: con i sindacati si è parlato della possibilità di attivare la mobilità collettiva. Non è ancora del tutto chiaro nemmeno se l’azienda sia intenzionata a procedere o se vuole cedere ad altri soggetti interessati. L’intervento della Regione e dei sindacati sarà teso a mantenere occupazione e capacità produttiva perché a quanto ci risulta la redditività è sufficiente a mantenere l’azienda in piedi. Se il gruppo manifesterà l’intenzione di non investire più ci metteremo nella condizione di sostenere l’attivazione di ammortizzatori sociali e di valutare l’interessamento di altri per l’attività”.
La consigliera si è detta soddisfatta: “Credo che la Regione stia anche in questo caso compiendo i passi giusti per dare una risposta al territorio e alla tenuta occupazionale. Restiamo in attesa delle evoluzioni della situazione”.
(Lucia Paci)